18 maggio 2013
Palazzo Arcivescovile
- Taranto -
Si è svolta, come previsto, la mattina di sabato 18 maggio, la prima riunione della commissione istituita dall'Arcivescovo di Taranto per una riflessione sui Riti della Settimana Santa.
I nomi dei componenti, fra cui il Vicario Genarale mons. Alessandro Greco e alcuni "esperti", erano già stati comunicati nel corso della conferenza stampa di presentazione per i festeggiamenti di San Cataldo.
In particolare, presenti per la Confraternita dell'Addolorata, insieme al Priore Antonio Liuzzi e al Padre Spirituale mons. Cosimo Quaranta, gli Assistenti Raffaele Vecchi e Giuseppina Albano; per la Confraternita del Carmine, insieme al Priore Antonello Papalia e al Padre Spirituale mons. Marco Gerardo, gli Assistenti Giovanni Schinaia e Concetta Lucarella; per la Confraternita del Purgatorio di Pulsano, insieme al Priore Giovanni Di Maggio, il Confratello Cosimo Annese e la Consorella Gilda Ancora.
Presenti inoltre i Confratelli Antonello Stenta e Giuseppe Musciacchio i quali hanno presentato il desiderio da parte dei Confratelli, di non allontanarsi dalla tradizione della "gara", nè nel metodo, nè nella data che deve rimanere quella della Domenica delle Palme, offrendo anche concrete proposte la cui realizzazione consentirebbe di non allontanarsi dalla sostanza della tradizione così come ci è stata tramandata.
Don Emanuele Ferro, presente nella commissione nella sua veste di portavoce ufficiale della Curia Metropolitana, ha diffuso quindi agli organi di stampa il testo dell'intervento di mons. Arcivescovoche traccia le linee guida della stessa commissione. Riportiamo il testo integralmente:
Mentre siamo riuniti per dare inizio a questo corso di riflessione, il mio pensiero rimane fisso alla nostra città che in questi giorni ancora una volta sta patendo lo smarrimento ed assiste ad una evidente fragilità del fronte istituzionale. Mi ha molto confortato l’ incoraggiamento di Papa Francesco che ho incontrato giovedì scorso nella Visita ad Limina e che ha mostrato grande sensibilità e attenzione per la situazione di Taranto. In questi giorni prego per quanti sono coinvolti nelle vicende giudiziarie e per le loro famiglie.
Auspico che la Chiesa, punto di riferimento e foriera di speranza, possa continuare la sua missione di incarnazione dell’annuncio della speranza cristiana anche attraverso le tradizioni della pietà popolare.
Personalmente ho avuto modo di manifestare il mio apprezzamento per i riti della Settimana Santa riconoscendone un’innegabile valenza per il patrimonio di fede della nostra città. Questo vorrei rimanesse un punto indiscusso e fermo a fronte di tante sommarie interpretazioni, che pur ho cercato di ascoltare e di accogliere.
Nell’incontro con le Confraternite in occasione dell’Anno della Fede, il 5 maggio, Papa Francesco ha detto: “La pietà popolare è una strada che porta all’essenziale se è vissuta nella Chiesa in profonda comunione con i vostri Pastori. Cari fratelli e sorelle, la Chiesa vi vuole bene! Siate una presenza attiva nella comunità come cellule vive, pietre viventi. I Vescovi latinomericani hanno scritto che la pietà popolare di cui siete espressione è «una modalità legittima di vivere la fede, un modo di sentirsi parte della Chiesa» (Documento di Aparecida, 264). E’ bello questo! Una modalità legittima di vivere la fede, un modo di sentirsi parte della Chiesa. Amate la Chiesa! Lasciatevi guidare da essa! Nelle parrocchie, nelle diocesi, siate un vero polmone di fede e di vita cristiana, un'aria fresca!”.
Guardo anch’io alle confraternite come ad un polmone della città dove la devozione potrebbe essere maggiore propulsore di amore e di appartenenza per Taranto.
Torno a ribadire: la chiesa non è questa attività o quell’iniziativa, la chiesa è segno in mezzo agli uomini. Anche di contraddizione come lo è stato Gesù. Per questo fin quando si discute si affrontano i problemi e si attua la correzione fraterna la Chiesa è viva, la chiesa cresce.
Se c’è una realtà che mi sta a cuore particolarmente è la presenza dei giovani nelle nostre congreghe cittadine. E sarebbe bello che tanti altri ne facessero parte.
Voglio che questo sia lo stile: l’ascolto di tutti gli uomini e donne di buona volontà e cercare di allontanare dalla confraternite qualunque sospetto di venalità e affermare anche nell’aggiudicazione dei simboli uno stile più evangelico. La questione è aperta e deve essere analizzata con attenzione
A tal proposito, di mia volontà a questo primo incontro ho invitato alcuni confratelli che si erano fatti portavoce di altri confratelli dubbiosi sui miei pronunciamenti per poterli ascoltare.
La commissione è formata da almeno tre gruppi:
- gruppo dei sacerdoti: Monsignor Alessandro Greco, vicario generale; monsignor Paolo Oliva vicario episcopale per il laicato e don Emanuele Ferro, portavoce di questa curia metropolitana: Fra di essi vi sono i due padri spirituali delle congreghe Monsignor Cosimo Quaranta e Monsignor Marco Gerardo che ovviamente lavoreranno a stretto contatto con i priori e i confratelli.
- gruppo dei Priori e dei confratelli cooptati
- gruppo di esperti e di storici dei riti della Settimana Santa
Desidero che fino al prossimo aggiornamento si avvii un lavoro di ascolto all’interno delle confraternite. Mediante una griglia guida di domande e di spunti alla quale da oggi metteremo mano.
Oltre alle assemblee trovo opportuno che anche in maniera singola, personale le amministrazioni ascoltino la cosiddetta “base”.
Sono fortemente persuaso della bontà di un lavoro di dialogo e di reciproco ascolto.
È il momento di ascoltare, prima che le lamentele, le possibili proposte, le storie di fede e le testimonianze dei confratelli e delle consorelle.
Il lavoro degli esperti è un lavoro di condivisione e di ricerca, a ritroso, di come si è arrivati ad oggi a vivere le gare in questa modalità. Ogni evoluzione, riforma, cambio di terminologia è importante per una maggiore comprensione della situazione attuale. È interessante nel corso dell’anno della fede analizzare anche i mutamenti delle nostre tradizioni e i riadattamenti delle medesime alla luce del Concilio Vaticano II. Vogliamo conservare la fede e la bellezza evangelica delle tradizioni religiose del nostro popolo per essere portatori di speranza alla nostra Città.
+ Filippo Santoro
Arcivescovo Metropolita


































